Encantadas. I colori incantati di Davide Benati

In Arte

Sta per terminare, a Palazzo da Mosto di Reggio Emilia, la mostra di Davide Benati che ne racconta i cinquant’anni di ricerca artistica. Roberto Casiraghi, artista a sua volta, la racconta con pensieri brevi come haiku che ne evocano le suggestioni.

Quella di Davide Benati è una pittura tesa alla ricerca emozionata dell’armonia e dall’equilibrio sospeso ma non per questo conservatrice e anacronistica, dato che viviamo tempi in cui la sensibilità e la bellezza vengono sistematicamente ignorate o fraintese.
Per questo artista, credo sia congeniale l’affermazione di Goffredo Petrassi: “La tradizione, ognuno se la fa per conto proprio”.

Davide Benati, Aire, 2015, acquarello su carta su tela, 180 x 140 cm, collezione privata

La mostra di Reggio Emilia, a Palazzo da Mosto, brilla per l’accuratezza e il rigore poetico con cui è presentato il lavoro. L’allestimento è esemplare e in perfetta sintonia con le opere.
Impeccabile l’esposizione dei taccuini e dei vari appunti di approccio al fare.

Davide Benati, Taccuino di viaggio e di lavoro, 1977-1996. Acquarelli, matite e tecniche miste su carta


Segni sognati e spazi desiderati, a dominare la superficie incantata dei dipinti dove la carta è protagonista accogliente di luminose e memorabili visioni planetarie attraversate dallo stupore.
Sono immagini di vaste dimensioni scandite ai ritmo esplicito dell’assemblaggio dei singoli fogli.

Davide Benati, Terrazze, 2003, acquarello e carta nepalese su tela, 195 x 297,5 cm


Quelle di Davide sono opere dove l’eleganza non ha impedito alla loro lirica presenza di riaffermare, con urgenza e tenace convinzione, la propria empatica identità.

Davide Benati, Encantadas, Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, fino al 2 marzo 2025

In copertina: Davide Benati, Conversazioni, 2015, acquarello su carta su tela, 180 x 136 cm

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