Sta per terminare, a Palazzo da Mosto di Reggio Emilia, la mostra di Davide Benati che ne racconta i cinquant’anni di ricerca artistica. Roberto Casiraghi, artista a sua volta, la racconta con pensieri brevi come haiku che ne evocano le suggestioni.
Quella di Davide Benati è una pittura tesa alla ricerca emozionata dell’armonia e dall’equilibrio sospeso ma non per questo conservatrice e anacronistica, dato che viviamo tempi in cui la sensibilità e la bellezza vengono sistematicamente ignorate o fraintese.
Per questo artista, credo sia congeniale l’affermazione di Goffredo Petrassi: “La tradizione, ognuno se la fa per conto proprio”.

La mostra di Reggio Emilia, a Palazzo da Mosto, brilla per l’accuratezza e il rigore poetico con cui è presentato il lavoro. L’allestimento è esemplare e in perfetta sintonia con le opere.
Impeccabile l’esposizione dei taccuini e dei vari appunti di approccio al fare.

Segni sognati e spazi desiderati, a dominare la superficie incantata dei dipinti dove la carta è protagonista accogliente di luminose e memorabili visioni planetarie attraversate dallo stupore.
Sono immagini di vaste dimensioni scandite ai ritmo esplicito dell’assemblaggio dei singoli fogli.

Quelle di Davide sono opere dove l’eleganza non ha impedito alla loro lirica presenza di riaffermare, con urgenza e tenace convinzione, la propria empatica identità.
Davide Benati, Encantadas, Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, fino al 2 marzo 2025
In copertina: Davide Benati, Conversazioni, 2015, acquarello su carta su tela, 180 x 136 cm